(M. Menna - P. Nanni)

Cosa si potrà dire ai tanti che vogliono provare

a leggere con lenti deformanti questa greve
fottuta vita breve che come neve imbianca
il tempo che ti manca
sotto ogni peccato lautamente pagato sulla via più fangosa
c'è che anch'io sono nato forse dal foro sbagliato
E' nella quotidiana azione nel calibrato gesto
che insiste la contraddizione di un lavoro onesto
ed è questo il mio mestiere di polvere e di sale
perbene da camparci male
non è per consolarmi ma è una fabbrica d'armi
che mi chiede il sudore
e non hanno pudore le fatiche che dà

credo si possa accomodare chi ha voglia di provar

Figlio, bugiarda è la fortuna perché non si concede
ma finge bene e quel che fa più male non si vede
il freddo della cena lo spregio di famiglia
il tuo sangue che pur mi assomiglia
con la stessa moneta e una calza di seta
a confondere il volto
t'ho visto con la stessa granata
ch'esce dalle mie dita
regolare il tuo conto

Tu che sei l'attimo fugace il tragico guerriero
che strilla per la pace svelando un cuore nero
tu che non porti croce ma al fuoco hai dato voce
fuggiasco e prigioniero
non l'avessi saputo ma ti ho riconosciuto
avvinghiato a un imbroglio
lo sai per gli occhi di un figlio nascondiglio non c'è

Tutto in un attimo fugace finisce qui per me
smetto che un attimo rapace mi porta via con sè

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