Ho vissuto la modernità,
la nevrosi delle tangenziali,
delle piazze, la vastità,

ho vissuto la velocità.
E dal vetro di un bistrot
ora guardo il mondo,
passeggiare un po' più in là,
inavvicinabile.
Trasparente io sarò,
come l'acqua è priva di colore,
come il ghiaccio in un bicchiere,
mi consumerò.
Trasparente come se
fossi fatto solo di parole,
che non voglio rivelare.
Invisibile sarò.
Ho veduto dai cavalcavia,
nelle processioni pedonali,
una sorta di geometria,
che descrive moti circolari.
E con l'ultimo metro
oggi ho preso il mondo...
Trasparente, come fosse
un'immensa bolla di sapone,
che toccando la mia mano
si dissolverà.
Trasparente, tra la gente,
solamente un numero sarò
e per quanto possa contare,
invisibile sarò.

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