Sto pensando che
Sia stata la carne a convincermi
La carne si fa cenere

Ma il pensiero come stracci di nuvole
È implacabile
Irragionevole
Mi guardi e mi spaventi
Ti accenni e mi presenti
La tentazione più improbabile
Tu bocca profumata,
rugiada disperata
Voluttà impronunciata
Dissetami
Musa delicata
Troppo spesso imbrattata di sofistica
Donna angelica, nostalgica
Sei l'immagine dell'essere “onirica”
In quale volto ti nasconderai?
Di quali altri colori ti dipingerai?
Per ferirmi
O per tenermi lontano da un'estetica
Che mi fa plastica
Carne di plastica
Sai che non ti conosco
Eppure già detesto
Le tue posture le tue gratuità
Eppure tu soltanto
Sai far librare il canto
S'infrange isterico ed esplode in pianto
Ruggente e disperato
L'età che hai già scordato
Io te la rendo disinteressato
Sciogli i tuoi capelli al vento per vedere da che parte tirerà
Se il libeccio frastornato delle rondini
Sopra i tetti li pettinerà
Oppure virando a Nord
Di che colore hai gli occhi? Dorati di cielo
Mi attrai col vanto dell'autorità
Mi arrossisci essendo autrice di una vanità
Inscindibile dal fascino della tua età
Oppure sarà il peccato
Sciogli i tuoi laccetti
Dolcemente inestricabili, ti liberi
Da una tua prigione
Socialmente inconfutabile, ne dai spiegazione
Suadente dolce voce, croce mia
Foce brillante cristallino
Zampillo diamantino
È rossore nel pallore del mattino


(Grazie a elena per questo testo)

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