Album: Fabrizio

Quieto d'incanto
restava intanto il corpo,
d'alberi lunghi

gocciolava la mia sera,
non ricordo più
se picchia o mi consola…
Non ricordo più
se picchia o mi consola.

Fili che da acqua
mutavano in vapori,
come tizzoni
riscaldava l'aria il corpo.
Giochicchiavano
le gocce sul mio sorriso.
Giochicchiavano le gocce
sul mio sorriso.

Ospite grato
o ingrato non fu dato
niente a sapere a me
da tutto quel che intorno
ospitava e colorava
il mio respiro.
Ospitava e colorava
Il mio respiro.

Quieto d'incanto
restava intanto il corpo,
d'alberi lunghi
gocciolava la mia sera,
non ricordo più
se picchia… e non consola.
Non ricordo più
se picchia… e non consola.

Mietuto dall'uomo come se fossi grano,
caduto per caso all'interno del mio cranio,
apprezzo la ilare sobrietà della mia anima.

(Grazie a AlexSupertramp per questo testo)

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